| Descrizione: |
Majazzeni: MAGAZZINO, (Sost. m. sing.) Luogo di ricovero di diverse tipologie di materiali inerti quali "L'aurindia", mascherine rubate di Marmitte SP3 e "liva sammola" in incredibili quantità. Sin: Magazzinu, ddocassutta.
Imanisupra - i mani i supra: letteralmente LE MANI DA SOPRA, traducibile in TOGLIMI LE MANI DI DOSSO! (Pron: imänisÛpra) Esclamazione provocatoria e/o impulsiva ad un eventuale avvenuto contatto minaccioso da parte in un individuo sospetto e/o in atteggiamenti di inimicizia, oppure un invito preventivo a terzi, a non applicare in maniera impropria arti sulla propria persona . Affermazione sviluppatasi nel IIXX sec. nel casato di Nasari e successivamente amalgamata negli idiomi limitrofi. Si hanno notizie di simili esclamazioni anche su formato digitale quali chat, blog e forum. Attualmente vari studiosi glottologi del club della classe operaia classe ‘22 du Ghianu passu, stanno analizzando tali affermazioni, poiché, dato che “i mani i supra” comporta un contatto fisico, si sta cercando di studiare la psicologia barcellonese per capire come mai tale frase possa essere stata usata in chat. Sinonimi e frasi correlate: I mani in coddu!, ou i mani ntà facci sulu u babberi mi metti!, Ou, annammu a scola assemi? Chi è sta confidenza?.
Guantiera: VASSOIO , (sost. F. sing.),(Pron: Guantièra), “Na guantera i pasticcini”, “na guantera i pasti sicchi”, “na guantera i piparelli”. Contenitore piano, di forma generalmente a parallelogramma o più raramente ovale o tonda. Tipico elemento del pranzo domenicale, si vocifera sia “chiddu chi ghinchi a panza!”. Termine usato anche nel “baccagghio” barcellonese (terminologia locale), nelle trattative pre-disputa, spesso si intona il grido di battaglia “ti dugnu da guantera di mascati”.
Mascata: SCHIAFFO, (sost. M. sing.). (Pron: Mascäta). La M. è uno schiaffo solenne, dato dall’alto verso il basso. Oppure “a nesciri”, dato con la mano destra da sinistra verso destra, usando le cosiddette “Nocche”. La M. non si “mbisca”, ma si “da”. Si hanno notizie e documenti della rara “Mascata ca rincussa”, gesto alquanto rude e violento. Sin: Moffa, Tumpulata, “UNA”, mmendula, lapis, Muffittuni, cincu liri, Scoppula, Nespula, Lasagna, Papellu, Pappina, Fagianu, Scocci i coddu (vedi voce), “Beeim!” (onomatopeico),
ÖU: Ehilà, Hei, hoi. Esclamazione universale in chiave di SOL, (pron: ŎŎŎŎu!), utilizzata perlopiù per interpellare un individuo. L’eleganza di tale affermazione è data dal suggestivo accento nord-est sicilianesco. Le origini di tale vocabolo sono assai dubbie. Alcuni glottologi sostengono che OU si sviluppò nel tardo ‘700. Spesso è utilizzato con tono minaccioso nelle dispute pre colluttazione, “OU babbiddì”, “OU Veni ccà!”, “OU Cretì”, “OU Menomà” etc. Negli ultimi decenni si è diffusa la moda che al sentire “OU” ci si risponde “CA SASSA!” o “Bugghiutu”.
Scanninu: DI BELL'ASPETTO (agg. qual.) rivolto per lo più a colleghi e/o inferiori, indica una vistosa e salda predisposizione del soggetto a conquistare (scannare, da cui scanninu) nell'arco della serata, svariati esponenti di sesso femminile. Sin: Togu, Zenith, Primariu, Mecompare, Troppu-numuru-unu, U mugghiu, Scopone, internazionale, fimminaru, SGHENGS, Nice, Vuppuni, scasciaracchi, Splendidu, verywell, miricanu, da Svizzira, potente, amico Fritz, Spice, proiettato.
Coppa o Corpa: PERCOSSE. Letteralmente COLPI, rinomato termine di battaglia assai provocatorio, che prelude ad un reciproco scambio di danni fisici (ved. Mascata). Generalmente a ciò, nell'arco dei successivi 5 minuti può seguire un variegato estrinsecarsi di lamenti e ragliate simili alla "Visilla" (ved. voce). Chi si fregia di simile vessillo, pone immediatamente l'avversario in sottomissione psicologica. Sinonimi o frasi correlate: Carruffata, Cafuddata, Corpa, Lasagni, Seggi chi bolunu, "veni ccà chi ti apru a pottafogghiu e/o a Star Tac”, Moffi a go-go, Paddazza (vedi voce), Accoppiato usualmente al verbo “Buttare” Es: “Ti buttu a coppa!”. “NA MANCIATA I COPPA (O CORPA)”
Paddazza: AZZUFFATA (sost. F. sing.) tecnicamente una MISCHIA VIOLENTA, una RISSA, una COLLUTTAZIONE DI GRUPPO. Il livello di serietà si calcola su una scala chiamata SCALA QUADDARA’ da 1 a 15. Es: Paddazza livello 2: da 2 a 3 persone. Amici collidono in maniera amichevole in spiaggia. La P. è innocua poiché l’atteggiamento scherzoso della P. porta a non sferrare colpi mortali e non causa danni a persone/cose. Paddazza livello 5: da 10 a 25 persone. La P. coinvolge anche persone non amiche tra di loro, e nonostante la P. non sia in serio atteggiamento guerrigliero, ogni singolo coinvolto cerca di manifestare la propria supremazia fisica e/o psicologica sull’avversario. Possono verificarsi fratture accidentali, occhi neri, pestoni sul fegato e dita negli occhi. Paddazza Livello 8: da 90 a 200 Persone: Pericolo. L’atteggiamento dei coinvolti e di grande inimicizia, con difficoltà di trovare un punto di incontro nel dialogo o in qualsivoglia armistizio. L’adrenalina coinvolge anche gli spettatori che dicono alla zita “staiu rivandu” e si tuffano nella gran “confusione di mascate”. Gravi danni fisici e a cose, questa P. richiede l’intervento delle forze dell’ordine. P. livello 10: da 300 a 500 persone. Disastro. I contendenti, spesso facenti parte di gruppi contrastanti, si “caricunu u sceccu” in maniera repentina e v.m. 18. Uso di mazze da baseball, asi i mazzi, caschi, foglie di ficarazza, gatti, mefisto, sassi, “nerbi”, caccagnate e morsi. Coinvolgimento di Preti, Obiettori salesiani, Albanesi, Milazzesi, S. Lucioti, Interisti, Fan di Gigi D’Alessio. Si ritiene opportuno l’intervento delle forze armate e dei Lupi del Patrì per tentare di smorzare i sentimenti. Immani danni a cose e/o persone. Molte Vittime. Vetrine distrutte, Auto cappottate, Cassonetti in fiamme, gatti in fiamme, vecchiette intimorite. Paddazza Livello 12: da 10.000 a 40.000 persone, disastro ambientale. La P è talmente violenta da condizionare le migrazioni degli uccelli, le fasi lunari e le mestruazioni. Formazione di Geizer, spostamenti di faglie, Implosioni di Kamikaze, devastazione di città, moltissimi danni a persone e cose, moltissime vittime, abdicazione del Papa, numerosi golpe in Sudamerica, vittoria dell’Inter della champions league. Paddazza Livello 14: da un milione a 15 milioni di persone: Devastazione totale, sconvolgimento della crosta terrestre, nuova era glaciale, incrinamento dell’asse terrestre, pioggia di meteoriti. Paddazza Liv 15: Ritorno di Gesù Cristo. La P. è spesso anche atteggiamento di affetto nei confronti di qualcuno: “A paddazza a F*******!!” grida qualcuno. e tutti si precipitano frettolosamente sulla spina dorsale del sopracitato, venendosi a creare l’effetto “sottiletta”. Memorabile in una gita nel 2004, quando un anonimo resistette per oltre un minuto sotto 11 persone di stazza massiccia accuratamente selezionate, tra cui citiamo, tra gli altri, Alberto Calabrò, Fabrizio Zingales e Giovanni Sindoni. La P. fa parte “dell’ESSERE” barcellonese e figura tra le 10 Parole più utilizzate (vedi voce). Sinonimi: Fudda, Firriàta.
Le 5 parole più utilizzate: 1 Minchia, 2 compare, 3 OU, 4 Teddocu, 5 ‘u ponti, 6 Paddazza, 7 Ghiazza, 8 Pizzaottu, 9 signora Ketchup, 10 Bscottu.
Teddocu: TIENI LI!! -Termine usato perlopiù in situazioni di preponderanza e supremazia o per sottolineare un gesto, una avvenimento, un atto, una situazione, un’affermazione fatta, detta o accaduta in un momento propizio, inaspettato o azzeccato. Affermazione carica di valore culturale e societario. Lo si dice con violenza e determinazione ma in situazioni generalmente non spiacevoli ed esorta al delirio collettivo. Sin: Pigghia ddòcu! Te-ccà! A pigghiulu! Preeeego! A prendilo!
Sosizza: SALSICCIA (sost. F Sing.) Dal latino Sasixa, Sasixae, la S è una tipica vivanda sicilianesca dal sapore suggestivo e, mitologicamente, dalle proprietà afrodisiache. Per quantificarla si usano generalmente 3 unità di misura quali “ruppo”, “caddozzo” e “codda” (quest’ultimo utilizzato anche per la SALAMA). Può essere senza condita (Carne di maiale, finocchietto e aromi) o condita (stessi ingredienti della prima più pomodoro, formaggio e scarola), questa stimola la diuresi e favorisce la ricostituzione della flora intestinale, ma a causa della elevata quantità di “Pipiaddenti” aumenta vertiginosamente il rischio di tumore alle palpebre o ai capezzoli (fonte: Medicina 33, TG2). Il tutto è insaccato a mo di cilindro nel budello della capra o di pecora. La S può avere un diametro tra i 3 e i 5 cm e può arrivare fino a svariate decine di metri di lunghezza. La si può gustare al forno, bollita, alla griglia o fritta. Cucinata con le patate, nel sugo, con cipolla e peperoni, tritata con l’uovo sbattuto, nella pasta alla carbonara, spalmata sulle bruschette con olio di tartufo, cruda, ntò paninu, mbriaca o stricata casa casa. Può essere di carne di maiale, di vitellina, pollo, pescespada, col pistacchio, piccante. “SOSIZZA” è sinonimo di PENE, Es:”a pigghià a corpi i sosizza” citando un rapporto molto concitato col sesso opposto. Oppure, “Sasizzuni” ovvero un personaggio dalla corpulenza notevole, dal fare sempliciotto e dalle movenze impacciate. Sin: Sasizza, sassiccia, caddozzo.
Bar Spadaro: Sito in via Kennedy, è considerato “u Bar” per eccellenza. Probabilmente l’unico esempio ancora esistente di quella che una volta era la “Putìa” siciliana, dove tra una bestemmia, un caricu e un lisciu venivano consumati svariati decilitri di vino. È “La Mecca” per i pozzogottesi, i quali ogni giorno si raccolgono sulle ginocchia, invocando nella direzione del bar. Degna di nota la celeberrima SALA SPADARO, donde per entrare era assolutamente consono munirsi di moneta “spicciola”. Fuori un cartello recita “si richiede a canuttera”. Immancabili i marocchini/tunisini/algerini qualsivoglia siano, dall’altro lato della strada che vendono copri cerchioni della Y10. Frasi correlate: “Un pachèttu d’EMMIESSI e na scatulaccènni”. Cumpari Santinu fici l’anni, ntrasiu o bar e dissi “Ou, aoggi fazzu l’anni, bi offru na Birra Missina a tutti pari, anzi! Mi vogghiu ruvinari, bi offru na FORST!!”. Nel 2009: “Na ricarica OMNITEL! Tri, quattru, setti….”. “Unnè u giunnali?”. “Sbagghiasti pi mi duni ‘u restu”. “Na guantiera di chiddi. No chiddi, l’autri, no! L’autri ancora, cchiù ppi ddà”. “Panda quattrupiquattru”. “E chistu mu ghiami vinu? Pari rascia stagionata!”. “-Vitu andasti a missa? -No.”. “A chi si, da SVIZZIRA?”
Pampinoto: “pampinotus sghengs”, organismo pluricellulare evolutosi nel tardo neolitico. Fonti certe, lo localizzano come erede del famigerato “uxorem disgraniatus improppettans” ovvero quell’uomo primitivo che trascinava la sua donna per i capelli e si faceva strada con la sua clava rigorosamente acquistata all’armeria Triolus. Reperti, rilevati nelle antiche grotte pozzogottesi, evidenziano come il pampinoto fosse organizzato in branchi nei quali un leader aveva la supremazia sul resto del gruppo. Questi erano i predoni poi evolutisi nel tempo. In seguito, attorno al secondo sec a.c. si avviarono alla pastorizia e all’attività rurale. La prima, con la transumanza tra i peloritani-nebrodi-pianura tirrenica. la seconda invece, fu ben più redditizia, poiché andava sviluppandosi il commercio a discapito del baratto, nacque cosi “dal produttore al consumatore”. Il Target di smercio comprendeva Saraceni, Arabi, Zingari iberici, Mamertini spalluti, limirioti di sinistra e mercanti di Zancle. L’età medievale vide il declino dei P, i quali furono massacrati in massa e banditi dalla società assieme alle streghe, a quelli di Oreto e a Gigi D’Alessio. Fu invece nella seconda metà dell’800 che i P si ricostituirono in una società segreta nelle buie segrete del Bar IGEA, (allora LOCANDA IGEA) dove progettavano gli attentati e le marachelle e dove si spartivano le caramelle. Ma la consacrazione definitiva avvenne negli ultimi due decenni del XX sec. Fino ai giorni nostri. Il PAMPINOTO CONTEMPORANEO, è una figura controversa, dedita più che altro allo sciacallaggio più che ad una attività criminale vera e propria. Tutto sommato non è da considerarsi un “malu figghiolu”. È una finta classe sociale, in quanto la concezione PAMPINOTA è utopistica. Per PAMPINOTO si intende quindi un ragazzo dagli atteggiamenti BISCHERI, a volte provocatori, ma non perfidi. In sostanza: c’è un po’ di PAMPINOTO in tutti noi. Nel barcellonese, per P. s’intende una figura dalle precise caratteristiche fisiche, culturali, comportamentali, di lessico. Esempio: (OGNI RIFERIMENTO A COSE E PERSONE è PURAMENTE CASUALE): è facile riconoscerli. Capelli rasati nei lati e a spina di sopra, giubottino ESSENZA collezzione 1999, jeanz stile "mi cadiu a candeggina supa i pantaloni" , tipico sguardo "ncaniato" del tipo "noooo la luceeeeeee", vociazza alterata in chiave "OU", boccola o brillantino rigorosamente a sinistra, uso frequente di vocaboli come "mammitta", "cabburaturi", "pezzu i fica", "du mascati", "bscottu", "ti buttu", "pattemu", "signura ketchup", "a ghiazza", “u ponti”. Ecco a voi un esempio di colloquio tra due pampinoti: -Ou ciau X.. spizzicamu. -ou cumpari Y.. comu semu? apposto? - apposto, apposto.. tu? -ca semu... -ki si dici? -mah... a solita vita.. -mi dissiru ki ci muntasti a Top Nardò.. veru è? -sese.. annai aeri undi EMMEBBì ricambi ma ritiru. E già chi era ddà mi pigghià i manopoli viola! Minkia però, centucinquanta cattocci….. -vabbè.. l'impottanti è ki ora BOLA... -ou pattemu va.. mi spilòi un paninu undi a signora Kethup.. - ma tu ciù metti u tabbascu? -cettu.. -amuninni va.. - Meee, Meeeee!!
OPPURE AL BAR (la voce del Pampinoto accentata alla "pampinota") il soggetto si destreggia nel sorpassare la fila quando davanti al bancone esordisce al barista: -'Nnavi brioscia? il barista – No, in caso vuoi lo sfilatino…? - Ntzù… allura mi facissi un cono doppia panna, MILLE FOGLIE E CIOCCOLATTO.. il barista:- Teddocu... E il P. prima di andarsene: - mi dassi n'otra scoccia! |